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Q-Station

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CHE COSA E’ E COME FUNZIONA

E’ in grado di tagliare i tempi necessari per più consulti medici sullo stesso paziente

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Si chiama “Q-Station” il macchinario donato dalla Associazione YLENIA MORSUCCI Onlus al nosocomio regionale di Torrette, in grado di tagliare i tempi necessari per più consulti medici sullo stesso paziente. “Spesso – ha spiegato il dirigente medico Francesca Chiara Surace – ci troviamo di fronte a dettagli anatomici difficili da interpretare. Questo sistema aiuta molto il clinico a presentare il quadro al cardiochirurgo soprattutto nel nostro mestiere dove spesso sono richiesti molti dettagli, che a loro volta richiedono più pareri ed analisi mediche nello stesso paziente. E lo stesso paziente, a sua volta, richiede molti interventi cardiochirurgici per cui la sua anatomia cambia nel tempo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Q-Station_2.jpgQuesto sistema invece – ha sottolineato – consente di archiviare le immagini, di elaborarle per confrontarle con altre precedenti e con quelle attuali, rielaborandole e facendo analisi di immagini provenienti anche da altri istituti tramite la messa in rete di questo sistema che, in questo modo, consente di superare un limite dettato semplicemente dalla “geografia”, che d’ora in poi verrà azzerato. In caso di un consulto immediato da un ospedale all’altro – ha concluso con un esempio – questo ora potrà avvenire immediatamente.”


Donazione Ospedali Riuniti di Ancona

Category : Donazioni

EFFETTUATA LA SEDICESIMA DONAZIONE

LA FORZA DELLA VITA

L’Associazione che porta il nome della 18enne stroncata dalla leucemia ha regalato un macchinario a Torrette

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Foto-premiazione_ridotta-1024x768.jpgDavanti al quadro di Kostabi, creato e regalato dall’artista al nosocomio di Torrette e intitolato “L’angelo delle Marche”, il direttore generale Michele Caporossi ha voluto dare pubblicamente la notizia di un nuovo e importante macchinario donato ai reparti di Cardiochirurgia e Cardiologia pediatrica e congenita da parte della Onlus intitolata a Ylenia Morsucci, la studentessa 18enne falconarese, scomparsa il 13 ottobre del 2008. “Noi ci sentiamo così – ha introdotto Caporossi – come L’angelo delle Marche. Con i nostri 50mila ricoveri l’anno e i pazienti traumatizzati che trattiamo. Abbiamo un’alta specializzazione che va dai bambini agli adulti. E in questo contesto – ha concluso – troviamo tanta generosità come nella ‘Onlus Ylenia Morsucci’ che sono ormai dei nostri angeli custodi perché non è la prima volta che manifestano questa loro generosità nei nostri confronti. Sono per tutti noi un esempio… e la gente sappiamo che segue gli esempi.”

Il macchinario “Q-Station” (clicca qui per informazioni), unico a Torrette, è stato donato “per fare in modo che Ylenia possa ancora essere in vita per qualcuno, perché ci guida a donare quel sorriso che lei ha sempre desiderato e amato per gli altri. E’ la sua continuazione” ha detto commosso il padre Maurizio Morsucci.

“Ylenia – l’ha ricordata il papà – aveva un gran voglia di vivere come tutte le ragazze della sua età, ma soprattutto aveva una generosità fuori dal comune e non voglio prendermi meriti che non ho perché ciò era nel suo DNA, come lo era anche la propensione a stare con gli altri.”

Quindi, alcuni ricordi che ancora il tempo non cancella né cancellerà.

“Pensate – ha proseguito il padre – che nei suoi voti scolastici la media era superiore al nove; tant’è che a Falconara, nella nostra città, il Sindaco ha dedicato un premio di eccellenza per i migliori alunni, premiati con il “premio eccellenza Ylenia Morsucci”.

“Ma la priorità della sua vita – ha aggiunto – era quella di aiutare gli altri. Non poteva fare i compiti se non poteva prima aiutare i compagni in difficoltà. Era un modo suo di vedere la vita, un modo di fare. Ricordo ancora una cosa – ha detto – per spiegare chi era mia figlia: una volta non aveva capito un esercizio di matematica. Loris, suo fratello oggi ingegnere, gliela spiegò ma lei andò a scuola con il compito sbagliato perché quello corretto lo aveva fatto il fratello e non lei. Ecco – ha ribadito con voce rotta – questo era il suo modo di vedere la vita, “la truffa” non era nel suo comportamento. Quindi – ha concluso – la storia di Ylenia non poteva non esserci più. Abbiamo dunque creato questa Onlus che raccoglie i fondi in maniera molto nitida e trasparente e speriamo ora di poter continuare a raccogliere offerte per fare qualcosa anche in altri reparti, qualcosa per il sociale come faceva anche lei, volontaria al Bignamini”.

E poi “il sogno di Ylenia – ha detto mamma Renata – era quello di fare Ematologia Infantile e già quando frequentava il quarto liceo si preparava per la prova di ingresso all’Università. Oggi lei continua a guidarci e a fare del bene da lassù”.

Si coglie l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e contribuito a questa iniziativa e che, siamo certi, continueranno a sostenerci per tenere sempre vivo il ricordo di YLE.