Monthly Archives: Ottobre 2008

Corriere Adriatico 17-10-2008

Category : Articoli

I compagni di classe del liceo Cambi lanciano l’idea. Il preside: “Volontà che condivido in pieno”

La palestra della scuola sarà intitolata a Ylenia

FALCONARA – A Ylenia Morsucci, la studentessa del liceo Cambi deceduta lunedì in seguito a una forma particolarmente aggressiva di leucemia, potrebbe essere intitolata un’aula o addirittura la palestra della scuola. “I suoi compagni hanno manifestato questa volontà che io condivido in pieno – spiega il preside Franciolini -. Non ne abbiamo ancora parlato in modo approfondito perché è accaduto tutto così in fretta, però credo che avvieremo tutte le procedure necessarie, ovviamente dopo avere avuto il consenso della famiglia. Cominceremo a discuterne nel prossimo consiglio di istituto in programma per il 28 ottobre”.

Ylenia, diciotto anni compiuti lo scorso 29 settembre, era una delle migliori allieve del Cambi e la sua morte ha sconvolto amici, compagni di classe e insegnanti che mercoledì pomeriggio hanno partecipato commossi al suo funerale stringendosi con affetto intorno alla famiglia. “Potremmo dedicarle la palestra – osserva Franciolini – perché Ylenia, oltre a essere bravissima a scuola, era anche una sportiva di valore”. La giovane giocava da moltissimi anni a pallavolo nella Star Volley Falconara e il presidente della società Dino Chiaraluce ricorda “il suo impegno, la sua disponibilità e la sua grande coerenza”. “Come Star Volley – dicono le compagne di squadra – non è facile parlare di Ylenia. Di una ragazza che se ne va nel fiore dei suoi anni, dei suoi sogni. Si rischia di cadere in un pietoso sentimentalismo, in una retorica scontata. Non vogliamo parlare dei suoi risultati agonistici: non ha importanza. Piuttosto ci preme sottolineare che Ylenia ha vissuto la pallavolo, sin da bambina, come un’occasione di crescita educativa, di gioiosa amicizia e di mutua solidarietà. In campo mai un insulto, un gesto inconsulto; semmai una parola di sostegno, un atto di incitamento, in un clima di sana competitività. Quasi uno schiaffo alla mentalità prevaricatrice ed arrogante di oggi”.

Anche a seguito di un serio infortunio sportivo, ricordano le colleghe, “Ylenia ha sofferto con pazienza, ha combattuto con tenacia, sino a tornare in gara con la stessa forza di prima. Dando il tutto per tutto, con orgoglio, pensando che la pallavolo non è tutto ma è il tassello di un mosaico misterioso che dà senso alla nostra vita, lei che faceva affidamento al Padre Celeste”.


Corriere Adriatico 16-10-2008

Category : Articoli

16Al momento dell’omelia i quattro sacerdoti lasciano la parola ai compagni di scuola: “Sei dentro di noi e ci resterai per sempre”

“CIAO YLE, ERI LA MIGLIORE DI TUTTI NOI”

Lo straziante addio alla ragazza di 18 anni stroncata da un male fulminante

FALCONARA – Ci sono i compagni di liceo, gli amici, la squadra di volley, gli insegnanti, i vicini di casa, gli abitanti del quartiere Stadio per l’ultimo saluto ieri nella chiesa di Santa Maria Goretti a “una persona meravigliosa”. Tutti in silenzio, tutti in lacrime perché è difficile trovare un motivo in quello che è successo. Ylenia Morsucci, 18 anni lo scorso 29 settembre, è stata portata via da un male incurabile in neanche 50 giorni, ma dicono i compagni della V B dello scientifico “sarai sempre con noi”. E proprio ai ragazzi e alle ragazze del Cambi i quattro sacerdoti che hanno concelebrato le esequie (il parroco don Ciro, don Davide, don Giovanni e don Gabriele) hanno lasciato la parola al momento dell’omelia. Una procedura insolita, ma commovente per dare spazio ai ricordi di chi ha conosciuta bene Ylenia. “Ci hai lasciato troppo presto”, hanno detto gli amici sconvolti dal dolore. E poi: “Siamo sicuri che veglierai su di noi”. “Eri sempre pronta ad accoglierci con un sorriso, la più attiva, persino la mattina sul bus, noi dormivamo e tu eri già piena di energia”. “Grazie Yle per quello che ci hai lasciato, non ti dimenticheremo mai”, aggiunge una ragazza fra i singhiozzi. In prima fila il papà Maurizio, con la testa fra le mani non riesce a guardare la bara, la mamma Renata è piegata in due dal dolore e Loris l’amatissimo fratello, mentre i compagni di scuola parlano, si tappa le orecchie per non sentire quanto Yle era eccezionale. E quanto è assurda ed impossibile questa morte. “Yle – proseguono i ragazzi del liceo – prendevi sempre nove e avevi paura di essere interrogata. Yle purtroppo la vita non sempre è una fiaba e non sempre finisce con ‘e vissero tutti felici e contenti’, ma sei dentro di noi e ci resterai per sempre. Eri speciale e ti volevamo un bene dell’anima”. Il fratello Loris la sua lettera “alla migliore delle sorelle” l’ha affidata alla fidanzata Francesca che la legge fra le lacrime, mentre alla fine è la volta del fidanzato di Ylenia, Gianluca. “Ti ho amata – dice – perché senza far nulla mi facevi sentire un re”. E’ proprio questo grande amore che circondava Ylenia da viva e che circonda ora la sua memoria a dare, secondo don Giovanni, una “speranza in più”. C’è la musica in chiesa. “Cristo – spiega il sacerdote – non è resuscitato per magia, ma perché ha attraversato la vita con l’enorme forza dell’amore”. “Era speciale – mormora un’insegnante – non era solo brava, era eccezionale, una valutazione scolastica superlativa, la media fra il nove e il dieci e poi un carattere meraviglioso, era una persona corretta, affidabile, spontanea, sempre allegra”. E generosa, dicono tutti. “Una così brava – prosegue l’insegnante – poteva stare sulle sue, mettersi un po’ sul piedistallo e invece no, lei aiutava tutti, era disponibile, dava i suoi appunti”.


Il Messaggero 16-10-2008

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YLENIA, LACRIME E TULIPANI: ADDIO CAMPIONESSA

Ali di folla per la giocatrice di volley. Il fidanzato: “Andavi veloce, come se il tempo 16volesse sfuggirti”

FALCONARA – Tulipani e messaggi per dire a Ylenia: non ti dimenticheremo mai. Folla di giovani in lacrime anche ieri pomeriggio – 24 ore dopo l’addio a Mat, il writer folgorato dal treno – per la scomparsa di Ylenia Morsucci, la 18enne pallavolista della StarVolley stroncata dalla leucemia. La piccola chiesa di Santa Maria Goretti non è riuscita a contenere la folla. Professori del liceo, amici, compagne di squadra e di scuola. Questi ultimi hanno addobbato la cancellata d’ingresso alla chiesa con striscioni e foto. In una di queste, uno degli ultimi momenti felici passati insieme alla ragazza: una cena di classe dello scorso luglio. Durante il prosieguo dell’estate Ylenia era stata contattata dalla sua società sportiva per essere inserita nella rosa che avrebbe disputato la serie C. Lei però aveva deciso di concentrarsi sullo studio ed aveva preferito restare in Prima Divisione. Poi, inaspettata, la malattia, diagnosticata a fine agosto.

 Lunedì il drammatico epilogo.

“Ti abbiamo persa ma riusciremo a vedere il tuo volto nella rugiada del cielo” e ”Il cielo si è arricchito della stella + bella” recitano gli striscioni. Toccante la lettera letta dal fidanzato Gianluca al termine della cerimonia. «Avrei voluto passare più momenti con te – ha detto – mi lamentavo perché stavamo poco insieme e avrei voluta averti tutta per me. Era come se il tempo sfuggisse ma quando dicevi che mi amavi ero felice». Non è stato l’unico messaggio letto durante la cerimonia celebrata da don Ciro, parroco del quartiere Stadio, insieme a Don Gabriele Ruzziconi di Sant’Andrea a Castelferretti, don Giovanni Varagona e don Davide Duca. Anche i compagni della 5B del liceo Cambi hanno voluto dare il loro contributo. Intanto utilizzando una foto di classe per realizzare un manifesto funebre. E poi ricordando l’amica scomparsa nelle loro lettere unite dal filo conduttore che Ylenia resterà nel cuore di tutti.

«Ci hai lasciato senza parole – ha detto un amico – quante cose non dette e quanta voglia di guardarti negli occhi e dirti che sei la numero uno». «Un brutto male ti ha portata via ma vivrai in eterno nei nostri ricordi» aggiunge un’altra compagna di scuola. Una ragazza descritta da tutti come solare, determinata, “la figlia e l’amica che tutti vorrebbero”. Al termine della funzione il feretro è uscito tra due ali di folla. L’abbraccio della comunità alla famiglia Morsucci. La salma è stata tumulata nel cimitero di Castelferretti.

di Marco Catalani


Il Resto del Carlino 16-10-2008

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Folla per l’addio a Ylenia

I COMPAGNI DI SCUOLA: “ERI LA NUMERO UNO”

Lacrime per la diciottenne morta di malattia

E’ stato affidato alle parole dei compagni dei compagni di scuola,degli amici e del fidanzato Gianluca l’addio ad Ylenia Morsucci, studentessa del liceo Cambi scomparsa lunedì , ad appena 18 anni a causa di una grave forma di leucemia che non le ha lasciato scampo.

Una folla di ragazzi ieri pomeriggio nella chiesa del quartiere stadio si è stretta attorno al papà Maurizio, alla mamma Renata e al fratello Loris e tutti hanno cercato conforto nella fede per superare una morte che ha lasciato la città senza parole.

Molti quelli che hanno dovuto seguire la messa dalla scalinata della chiesa,che non è riuscita a contenere tutti : a salutare Ylenia, oltre ai compagni di scuola e alle compagne di squadra, sono arrivati i ragazzi dell’azione cattolica, gli insegnanti delle scuole frequentate. Dirigenti sportivi e scolastici.

Sul sagrato un grande striscione azzurro(“Il cielo si è arricchito della stella più bella”), la gigantografia di una foto scattata al mare all’ultima pizzetta di classe,cartelloni pieni di foto di Ylenia con gli amici ed una bellissima immagine con il fidanzato, con una grande didascalia :” Ti abbiamo persa ma riusciremo a vedere il tuo volto nella rugiada del cielo”.

Anche un manifesto funebre dedicatole dagli amici aveva come sfondo una grande foto, con sopra riportati i nomi dei compagni di scuola.

Gli amici, arrivati tutti con tulipani gialli e rosa, hanno voluto affidare i loro sentimenti ad una serie di messaggi letti durante la funzione concelebrata da Don Giovanni, Don Davide,dal parroco di santa Maria Goretti Don Ciro e da quello di Castelferretti Don Gabriele.

Hanno così dipinto una ragazza solare, dal sorriso pronto, ma soprattutto generosa e determinata, nello studio come nello sport, sempre disposta ad aiutare gli altri senza pretendere nemmeno un “grazie” in cambio.

“ Ci hai lasciato senza parole. Quante cose non dette e quanta voglia di guardarti negli occhi per dirti che sei la numero uno”

Le lacrime sono salite agli occhi di tutti alla fine della cerimonia quando ha preso parola il fidanzato Gianluca.

“ Ciao Yle “, è stato l’incipit di un discorso letto con voce rotta dall’emozione, con i ricordi in primo piano: l’ansia prima dei compiti in classe nonostante Ylenia fosse “ un gradino sopra tutti”, la capacità di regalare u sorriso agli altri anche nei momenti di tristezza perché “ sapevi che c’era qualcuno che ne aveva bisogno”.

“ Avrei voluto tenerti tutta per me”, perché il tempo passato insieme ”è scivolato via troppo in fretta”.

Alessandra Pascucci


Il dono di un sorriso

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Non è facile scrivere un articolo per una persona che se n’è andata, una persona che per me, per tutti noi che la conoscevamo, era così importante. È qualcosa di innaturale, di difficile, come se le parole non volessero uscire per non riaprire una ferita così fresca. Se mai ha cominciato a chiudersi. Non è da molto che te ne sei andata, Yle, ed è ancora difficile accettare la dura realtà, specialmente per chi ti è stato più vicino nel corso della tua breve ma intensa vita. La maggior parte della gente conosce solo la tua triste storia. I giornali sanno solo che eri brava nella pallavolo. I professori magari ti ricordano per la tua media eccellente, per la tua sete insaziabile di conoscenza, per la tua generosità verso i compagni, per la modestia, forse anche un po’ per la timidezza. Chi ha avuto modo anche solo di vederti per strada,conoscendoti in modo superficiale, ha impresso quel sorriso che portavi ovunque con te, che non ti abbandonava mai, nemmeno nei momenti più tristi. Un sorriso che donavi senza chiedere nulla in cambio, perché c’era sempre chi ne aveva bisogno, e poter aiutare qualcun altro, anche se in un modo così semplice,era per te la cosa più importante di tutte. È forse questo che ci manca di più di te: il sorriso. Un gesto davvero banale, che però in questo momento sentiamo di non riuscire a replicare. Che pesa più del vuoto e del male che ci tormenta dentro. Un sorriso che è così difficile strappare dalle labbra di chi ti ha amato davvero, perché, ognuno a modo suo, chi ti conosceva oltre le apparenze non poteva che amarti. Amarti per tutto quello che hai saputo donare, che fa spavento, per certi versi, perché sei riuscita a dare tantissimo in così poco tempo. Eri sempre la prima a preoccuparti degli altri, anche se certe volte eri tu ad aver bisogno di aiuto, come capita a tutti. Quella che si metteva in prima linea se c’era un problema da risolvere, ma preferiva agire dietro le quinte, perché le luci della ribalta non ti sono mai interessate. Ti abbiamo amato perché eri davvero una persona diversa dalle altre, che aveva il coraggio di andare controcorrente, e se necessario di esporre le proprie idee senza paura del giudizio della massa, una dote così rara, al giorno d’oggi. E poi eri amata perché eri una persona speciale, punto e basta. Non c’è bisogno di altre spiegazioni, perché è impossibile spiegare l’inspiegabile. Di solito le persone per essere ricordate devono compiere degli atti eccezionali, nel bene e nel male. Tu non hai fatto niente di tutto questo. No, perché non hai dovuto far nulla se non essere te stessa, sempre e comunque. E in questo modo così scontato hai lasciato un segno dentro ognuno di noi, magari senza saperlo. Un segno indelebile che ci porteremo dentro per tutta la vita, e che forse ce la cambierà. Ad un mese e mezzo dalla tua scomparsa resta solo un senso di profondo sgomento, perché nessuno, nessuno, può morire a diciotto anni. Nessuno dovrebbe andarsene così presto, nel fiore degli anni, anche se sempre più spesso dobbiamo confrontarci con questa triste realtà. L’orrore di fronte a questi pensieri è tale che tutti siamo portati a dire: “Tanto capita sempre agli altri”. E poi ti svegli una mattina, e la tua vita è completamente stravolta, senza possibilità di tornare indietro. Tutto cambia, anche le cose più stupide: andare a scuola diventa un peso, girare per la città dà uno strano senso di vuoto, fare sport diventa d’un tratto insignificante, e anche divertirsi certe volte riesce impossibile. Eppure se c’è una cosa di cui sono certo è che tu, nel tuo immenso altruismo, non avresti voluto che tutto si fermasse per te, nemmeno di fronte ad una cosa così devastante. La vita deve andare avanti, lo dicevi sempre, e lo dimostravi con la grinta infinita con la quale hai affrontato questa lotta. Purtroppo non è bastato, ma forse questo tuo piccolo insegnamento ci aiuterà ad andare avanti, a scalare questa strada in salita che è la nostra vita. Magari ci aiuterai da lassù. Magari spianandoci la strada, almeno un po’. Magari facendoci ricominciare a sorridere, con il tempo. Come diceva Jim Morrison: “Sorridi, anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c’è solo la tristezza di non saper sorridere”. E noi continueremo a sorridere, per te, anche se questo gesto non avrà più lo stesso sapore di prima. Vivrai per sempre nei nostri cuori.


Corriere Adriatico 15-10-2008

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Choc per la morte di Ylenia Morsucci. Gli insegnanti del Cambi: “Era bella dentro e fuori, la migliore”

LICEALE STRONCATA A DICIOTT’ANNI DALLA LEUCEMIA

FALCONARA – “Era bella dentro e fuori”. Una delle insegnanti la descrive così, ma non riesce a dire di più, perché è difficile per tutti pensare che Ilenia se ne è andata. Si erano lasciati a giugno con la promessa di rivedersi per l’ultimo, decisivo anno di liceo, ma Ylenia Morsucci alla fine di agosto è stata colpita da un male che non perdona e che se l’è portata via in neanche cinquanta giorni. Nonostante le cure, nonostante la sua tenacia e la sua voglia di lottare. La studentessa diciottenne (“li aveva compiuti il 29 settembre, in ospedale”, ricordano gli amici) ha chiuso gli occhi per sempre lunedì e ieri per tutto il liceo “Cambi” è stato un giorno di lutto. In classe (la V B) professori e compagni non hanno quasi avuto la forza di parlare, di commentare, di fare lezione. Solo silenzio e lacrime in attesa di uscire da scuola per l’ultimo saluto in ospedale. “Era speciale – assicura una delle insegnanti – non era brava, era eccezionale, una valutazione scolastica superlativa, la media fra il nove e il dieci e poi un carattere meraviglioso, era una persona corretta, affidabile, spontanea, sempre allegra”. E tanto generosa, dicono tutti quelli che l’hanno conosciuta. “Una così brava – prosegue l’insegnante – poteva stare sulle sue, fare la superiore, mettersi un po’ sul piedistallo e invece no, lei aiutava tutti, era disponibile, dava i suoi appunti. Credo che sia stata una delle mie migliori alunne e una delle più brave del liceo, se non proprio la più brava in assoluto dell’anno scorso”. Secondogenita di una famiglia molto unita ed affettuosa, Ilenia era anche una bella ragazza, “aveva un fisico slanciato, un bel sorriso, era un angelo”. Ma, assicurano i professori, “con una forza di volontà mostruosa”. “Fin quando ne ha avuto la forza ha studiato anche in ospedale – osserva un altro insegnante – le abbiamo mandato del materiale e lei ci ha fatto avere un po’ di compiti delle vacanze, ma le avevano detto che doveva stare tranquilla e guarire, poi tutto si sarebbe sistemato, le avremmo dato una mano, tutti l’avrebbero aiutata con il cuore, perché tutti le volevano un gran bene”. “Non studiava e basta – dice il fratello Loris – aveva tante passioni e poi faceva sport, giocava a pallavolo, l’estate scorsa aveva fatto per un mese volontariato all’istituto Bignamini ed era super disponibile con tutti”. “Voleva studiare medicina – continua Loris – aveva deciso di specializzarsi in ematologia per curare i bambini leucemici e proprio quel male l’ha portata via prima che il suo sogno potesse realizzarsi”. Sul sito della sua squadra la Star Volley Falconara c’è una bella foto che la ricorda ed un saluto all’amica ed all’atleta. Oggi alle 15 e 30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Goretti del quartiere Stadio accanto alla famiglia ci saranno tutti gli amici, i compagni di classe e gli insegnanti.


Il Messaggero 15-10-2008

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GIOCATRICE DELLA STARVOLLEY UCCISA DALLA LEUCEMIA A 18 ANNI

 

FALCONARA – Ylenia Morsucci militava in prima Divisione.Aveva rinunciato alla C1 per studiare, poi a fine agosto i primi sintomi della malattia. Oggi i funerali a S.M.Goretti

 

FALCONARA Fulminata dalla leucemia a 18 anni. Il mondo del volley piange Ylenia Morsucci, falconarese, morta lunedì verso alle 12.15 all’ospedale di Torrette a causa della malattia diagnosticata lo scorso agosto e che nel giro di pochi mesi non le ha lasciato scampo. La ragazza infatti era uno dei pilastri della StarVolley, la società sportiva che milita tra l’altro anche in B1 con il nome di Somea Coin Ancona, dove fin da piccola aveva mosso i primi passi sotto rete.
Ylenia giocava come centrale in Prima Divisione, il campionato provinciale under 18, anche se la società le aveva prospettato l’esordio in serie C. La ragazza però aveva preferito dedicarsi allo studio e così aveva optato per un campionato meno impegnativo. Iscritta al Liceo Scientifico Livio Cambi di Falconara, Ylenia quest’anno avrebbe dovuto sostenere l’esame di stato. Il suo obiettivo: diplomarsi con il massimo dei voti. A fine agosto quel terribile referto che si è portato via tutti i sogni dei suoi 18 anni.

Per tutta la giornata di ieri la camera mortuaria dell’ospedale di Torrette è stata un via vai di studenti, compagne di squadra, amiche ed amici residenti del quartiere Stadio dove vivono i Morsucci. Una famiglia molto conosciuta nel quartiere, dove tra l’altro è situato il salumificio omonimo gestito dal padre Maurizio insieme al fratello. La notizia ha gettato nello sconforto non solo l’ambiente sportivo, ma l’intera città. La StarVolley ha fatto rinviare le partite di campionato di ieri dell’under 16 e quella di oggi dell’under 18. Durante la settimana prossima tutte le gare che si svolgeranno in provincia fino alla B1 rispetteranno un minuto di silenzio.

«Siamo rimasti scioccati dalla notizia – dice Dino Chiaraluce, presidente della società sportiva – Ylenia era espansiva, una ragazza che riusciva a fare gruppo con le altre, riusciva a trasmettere entusiasmo. Quest’anno le avevamo prospettato la C: la cosa la allettava ma era brava a scuola e non voleva gravarsi di troppi impegni. Siamo rimasti in contatto fino ad agosto, poi abbiamo saputo che si era ammalata». La notizia era arrivata ai dirigenti della Star Volley il 25 agosto scorso. Ylenia non era andata alla presentazione della squadra. «L’avevo chiamata – ricorda Giuliano Giuliani, uno dei dirigenti – e lei mi aveva spiegato della malattia ma aveva anche detto che presto sarebbe tornata. Mi aveva detto di stare tranquillo. Già sabato avevamo saputo dell’aggravarsi della situazione. Era una ragazza solare, aperta, legata alle compagne di squadra da un profondo legame di amicizia. In campo cercava sempre di migliorarsi, di dare il meglio».
La StarVolley parteciperà, unendosi al cordoglio dei genitori Maurizio e Renata e del fratello maggiore Loris, ai funerali della ragazza che sono stati fissati per oggi alle 15.30 presso la Chiesa di Santa Maria Goretti, nel quartiere Stadio


Il Resto del Carlino 15-10-2008

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LA TRAGEDIA Studentessamodello del liceo cambi e giocatrice di volley. L’immenso dolore di parenti e amici.

YLENIA MUORE A 18 ANNI COLPITA DA UNA GRAVE MALATTIA

In lutto studenti e insegnanti del Liceo Cambi per la morte,ad appena 18 anni, di Ylenia Morsucci, scomparsa lunedì dopo una grave malattia che l’ha colpita in maniera repentina.

Ieri i compagni di scuola e i docenti si sono ritrovati all’ospedale di Torrette, insieme a giocatrici e dirigenti della Star Volley, società sportiva in cui Ylenia militava in una squadra arrivata alla serie B1.

La studentessa più brillante del Liceo – la ricorda l’assessore Stefania Signorini, che fino all’anno scorso era stata una sua insegnante d’italiano ed ora è dirigente scolastica a Urbania – che viveva la scuola con grande passione con risultati eccezionali,commisurati all’impegno e alla dedizione.

Nella mia carriera scolastica non ho mai assegnato un 10,tranne che per l’ultimo compito in classe di Ylenia dell’anno scorso. Alla fine del quarto anno aveva la media del 9 e mezzo, tanto che è stata la prima nella graduatoria del liceo stilata per partecipare al Progetto Leonardo, che gli è valso uno stage in Inghilterra.

Anche a livello umano Ylenia era unica e la sua morte è stata una perdita enorme cui non riusciamo a rassegnarci.”

I funerali si svolgeranno oggi alle ore 15.30 presso la chiesa di S. Maria Goretti.